Immaginate di poter chiedere a una pianta di pomodoro se ha sete, e di ricevere una risposta chiara e precisa molto prima che appaiano i primi segni di stress. È quello che fa la soluzione tecnologica sviluppata da PlantBit: un sensore inserito all’interno delle piante che «ascolta» le loro necessità analizzando la linfa e le trasmette all’agricoltore.
Il sensore biocompatibile Bioristor della startup italiana PlantBit può monitorare in tempo reale lo stato fisiologico delle piante attraverso la lettura della linfa. Permette un risparmio di acqua nell’ordine del 40%, un dato significativo se pensiamo che l’agricoltura consuma circa il 70% delle risorse idriche disponibili
All'operazione ha partecipato anche Terra Next, programma di accelerazione dedicato a start-up e PMI innovative nel settore della bioeconomia CDP Venture Capital, dalla cui iniziativa è nato, con la partecipazione di Intesa Sanpaolo Innovation Center (co-ideatore e promotore) e il supporto di Cariplo Factory, che gestisce operativamente il programma.
Scientifica Venture Capital e Terra Next puntano su PlantBit -spin off in ambito agritech del Cnr- e il suo biosensore in grado di rivoluzionare l’agricoltura sostenibile "Bioristor": grazie a questa tecnologia, infatti, la startup si è aggiudicata un round da 200 mila euro.
L'azienda, impegnata nel percorso di accelerazione Terra Next, ha all’attivo 15 progetti pilota, 10 clienti e circa 500 sensori già installati